Intervista a Mauro Prelli

Abbiamo intervistato, Mauro Prelli, meglio conosciuto come “El Maui”, fotografo professionista specializzato nella fotografia di ritratto, che oltre ad aver collaborato con diverse aziende per servizi pubblicitari, ha creato uno dei principali network online sulla formazione fotografica.

Mauro oltre ad essere un fotografo è un vero e proprio docente di workshop e seminari fotografici in tutta Italia, vanta attualmente migliaia di studenti in oltre 131 paesi del Mondo grazie ai Corsi Online in formato Video e Aula Virtuale. In particolare i suoi corsi vertono principalmente sulla gestione (anche psicologica) del soggetto, sulle tecniche di luce e sulla post produzione.

Mauro, quando nasce la tua passione per la fotografia e come hai iniziato?

La mia passione per la fotografia è nata per caso, nessuna storia strappalacrime ma semplice curiosità… è invece più interessante come si è evoluta nella passione per la ritrattistica e ti dirò due parole in merito a questo. Ho scoperto piacermi davvero tanto questo mondo quando ho iniziato a capire come si poteva cambiare lo stato d’animo di una persona rendendola cosciente della bellezza che non sapeva di avere. Non parlo quindi di bellezza oggettiva ma di stati d’animo che quando il fotografo si connette emozionalmente con il soggetto escono, rendendo ogni donna bella in un modo suo particolare e la foto diventa intrisa di questa bellezza che viene impressa per sempre.

Ogni foto in questo modo è una magia, libera di essere condivisa, decifrata ed interpretata dall’occhio soggettivo di ognuno di noi.

Quali sono state le tappe per diventare un professionista affermato in questo mondo?

Grazie per l’affermato ma preferisco vedermi come una persona che continua a sfidare se stesso per riaffermarsi: se pensassi di essere affermato probabilmente mi passerebbe lo stimolo e le tappe per me sono sicuramente la continua voglia di crescere, lo studiare, la curiosità verso ogni cosa che mi circonda ed uno spiccato amore per i rapporti umani.

Vedo la fotografia come la più naturale conseguenza a queste dinamiche.

 

Hai all’attivo tante pubblicazioni e moltissimi lavori “importanti”…c’è qualcosa di cui vai particolarmente fiero o che ti fa piacere raccontarci?

Paradossalmente i lavori di cui vado fiero sono quelli che meno utilizzo per propormi, forse perchè per leggi ovvie di marketing se mi devo proporre magari parlo delle mie pubblicazioni su Vogue, ma quello che mi da’ veramente soddisfazione sono i lavori più intimi, commercialmente meno importanti ma che restituiscono un cambiamento nelle persone che, come già detto prima, subiscono una vera e propria trasformazione. Una delle esperienze che più ho a cuore riguarda una ragazza che aveva perso completamente fiducia in se’ stessa, i suoi rapporti sociali, il suo lavoro e persino la sua salute ne era compromessa. Ho deciso di accettare la sfida perchè sembrava davvero una persona umile, senza aspettative e, per dirla tutta, non era nemmeno così fiduciosa che un “semplice ritratto” potesse cambiare le cose. Abbiamo lavorato per quasi una giornata, il tempo delle foto è stato si e no un’oretta, ho voluto conoscerla, capire quali erano i punti dove non si accettava, di certo non sono uno psicologo ma spesso le persone basta ascoltarle e ti forniscono già loro la soluzione. Ho lavorato fotograficamente nella direzione che più la preoccupava: essere vista bella dagli altri. Non era mio fine mostrarla bella “per gli altri” , ma farle capire quanto fosse bella “per se stessa” . A fine giornata leggevo negli occhi la sua soddisfazione. Non ha mai pubblicato quel servizio, quelle foto erano per lei. Ora è una persona felice, ha un compagno ed un bimbo nato qualche mese fa, a detta sua quell’esperienza le ha cambiato la vita.
Ed io sono orgoglioso che non abbia dato il merito solo a “quelle foto” , perchè dietro ad ogni servizio emozionale c’è molto di più che una semplice fotografia.

 

Con il tuo progetto “didattico” hai raggiunto 5 milioni di utenti.. la fotografia è per te condivisione ?

Sulla piattaforma Flickr, che a dire il vero sto poco a poco abbandonando, totalizzavo circa 7 milioni di visite annue, ma nella mia evoluzione ho capito che per quanto sia piacevole avere impatto su tante persone è ancora più piacevole scegliere su quali persone averne, ed alla fine sono loro a scegliere me. So che non si può piacere a tutti ed è giusto sia così, quindi il numero è decisamente sceso, ma ora quei visualizzatori sono diventati studenti, diverse decine di migliaia che seguono i miei corsi ed una cosa che mi fa davvero felice è il tipo di rapporto che si crea, più diretto, più intimo, di crescita. Sento che da semplici apprezzatori delle mei foto ora posso condividere parte del mio percorso con loro, fare in modo che sia a loro utile per crescere, per essere come me felici grazie alla fotografia, questo mi permette davvero di sentirmi realizzato.

Si, la fotografia per me è condivisione, non solo del risultato ma di tutto il percorso, perchè è proprio il tipo di percorso che scegli a determinare la tua felicità ancora prima del risultato finale.

Il ritratto, uno dei tuoi generi preferiti…spigaci cos’è che ti fa “emozionare”.

Beh un pò l’ho già accennato nelle risposte precedenti, penso che la parte più emozionante sia percepire la trasformazione nelle persone che desiderano farsi fotografare da me. Il cambiamento c’è sempre, come il mio desiderio di conoscere cosa può davvero fare felice il soggetto che fotografo, per unire il suo stato d’animo propositivo alla mia idea di scatto, solo se il soggetto si fida davvero di te, crede in te fino in fondo, può lasciare uscire la parte migliore di se’.

Credo davvero sia fondamentale lasciare una persona più felice e con qualcosa in più rispetto a quando ti ha incontrato.

Digitale o analogico? Foto Naturali o post prodotte? Tu da che parte stai?

Io sto dalla parte della creatività 🙂 . Non importa il mezzo che usi, il mezzo deve semplicemente essere commisurato, per te, per ciò che sai e preferisci usare, all’obbietivo che intendi ottenere. Se vivi un limite cambia mezzo, se mille altre persone usano qualcosa di differente ma ti trovi bene con quello che ami continua a fare ciò che credi sia opportuno per la tua felicità di creazione, ad una libertà creativa corrisponde sempre un risultato che non è imprigionato in clichet creati da altre persone. In una sola parola: originalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se dovessi dare un consiglio ad un fotografo che inizia a scattare, cosa gli diresti?

Di leggere bene tutte le risposte che ho dato sopra :-))) . Gli direi tante cose, che trova tutte nei miei corsi (ecco la parte di marchettata dovevo metterla dai..) . Scherzi a parte penso ci sia una regola fondamentale che spesso sfugge a chi inizia, anzi, desidero proprio condividere qui sul vostro blog un piccolo omaggio per chi inizia, una pozione (non magica ma fondamentale) che può dare molti risultati, in tre step.
Step 1: studia e fai tanta “palestra” , non è male allenarti a copiare, ad emulare, a capire cosa sta dietro una buona fotografia di persone che stimi
Step 2: una volta che hai compreso come funzionano le regole ritagliati il tuo stile, senza paura di essere troppo diverso dagli altri, anzi, più sarai diverso più avrai modo di essere apprezzato per la tua unicità
Step 3: ripeti lo step 1 e 2 tante quante volte ti serve a capire che non avrai mai esperienza a sufficienza ed ogni esperienza che reputi un fallimento in realtà è proprio il punto di crescita che ti serve.

Questa sintassi sarà la stessa che applicherai per tutta la tua carriera, meglio diventarci amico da subito, fotografia è crescita costante ed è la parte più bella di essa!

Oltre ai tanti progetti che stai portando avanti, ce ne sono alcuni che ci vorresti anticipare?

Penso che se avessi un solo desiderio sarebbe quello di moltiplicare le ore del giorno all’infinito, perchè di progetti ne ho davvero tanti e mi violento nel doverne mettere da parte qualcuno per fare quello che sto già facendo con le giuste energie.
Si, ne ho diversi di progetti in cantiere e ti parlerò di uno di quelli che reputo tra i più importanti. Sto realizzando qualcosa che unisce fotografia e crescita personale, perchè vedo un connubio indissolubile tra la formazione personale e la crescita del talento fotografico, per questo motivo voglio rendere partecipi i miei studenti di quello che mi ha permesso non di fotografare “bene” (è tutto relativo) ma ancor prima di sapere apprezzare una fotografia. Per il resto lascio un alone di mistero su questo progetto che è già in cantiere…

 

Chi volesse avere più notizie su Mauro El Maui Prelli, può cercarlo qui:

2 Replies to “Intervista a Mauro Prelli”

  1. Sono “uno studente” dei corsi del Maui, e cosa mi piace di lui è il carisma, la passione che riesce a trasmettere agli altri, è un grande “comunicatore di emozioni”. Non spiega la fotografia dal punto di vista semplicemente tecnico ma trascina dentro di essa.

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